Diversità e inclusione: incontro con gli studenti della Scuola Primaria Zorutti di Udine

“Ti piace la tua vita?” è una delle domande poste da uno studente della Scuola Primaria Zorutti di Udine a William Del Negro e Annalisa Noacco, affetti fin dalla nascita da una una forma di disabilità fisica. 

I fondatori di #IOCIVADO e attivi su Willeasy hanno incontrato i bambini e le bambine del doposcuola della primaria udinese il 18 febbraio 2021 per parlare e confrontarsi su: diritti, diversità e inclusione

Sono tematiche già trattate dagli alunni in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti dei Bambini (20 novembre) e della Giornata Internazionale della Diversità (3 dicembre). L’incontro , che ha visto la disabilità come tema centrale, aveva come scopo:

  • far conoscere i vari tipi di impedimenti con cui si vengono a trovare le persone disabili;
  • sensibilizzare sul fatto che questi impedimenti possano rappresentare un rischio di esclusione;
  • responsabilizzare i bambini ad avere comportamenti inclusivi e accoglienti. 

Cosa è emerso dal dialogo e dallo scambio con le bambine e i bambini?

  • Inclusione e accessibilità. Indifferentemente dall’età, ognuno con le proprie azioni può rendere l’ambiente che lo circonda accessibile e inclusivo per chiunque abbia una specifica esigenza.
  • Difficoltà e aiuto degli altri. Chiunque si può trovare per diverse circostanze in difficoltà: l’aiuto delle altre persone rappresenta un elemento che può fare la differenza per chi deve superare i problemi o affrontare con positività gli ostacoli che gli presenta la vita, di qualunque natura essi siano.

Un momento di arricchimento per tutti è stato l’incontro: 

  • per chi si è messo nei panni delle persone che vivono la propria quotidianità cercando di superare gli ostacoli che gli si presentano di fronte, principalmente sotto forma di barriera fisica; 
  • per chi ha rivisto con gli occhi di un bambino il mondo, soprattutto della disabilità, cogliendo moltissimi spunti di crescita e comprendendo sempre di più l’importanza del pensiero inclusivo sin da piccoli, in famiglia quanto a scuola. 

“Siamo convinte che sia questo il momento di piantare il seme che porterà i bambini ad essere adulti migliori e più consapevoli in futurohanno detto le educatrici al termine dell’incontro –. Tutti, a prescindere dal ruolo che ricopriranno da grandi nella società, avranno la possibilità di dare il proprio contributo per rendere il mondo migliore: l’architetto che potrà progettare edifici senza barriere architettoniche; l’insegnante che avrà il compito di comprendere chi ha davanti; il commesso che inserirà i prodotti sugli scaffali consapevole che non tutti sono in grado di accedervi facilmente; il barista che doterà il locale di un bagno accessibile, consapevole che il divertimento è diritto di tutti; il meccanico che, formandosi, potrà adeguare le auto alle più svariate esigenze delle persone”.