Come possono le città migliorare la qualità della vita delle persone disabili?

Progettare città inclusive è una necessità sempre più rilevante in tutto il mondo, anche se non tutti i modelli urbani progettati riescono a soddisfare questa esigenza, in particolare quando si tratta di disabilità

In passato, un soggetto specifico rappresentava il riferimento standard per la progettazione di una città. Ciò implicava, di conseguenza, la valorizzazione di quel soggetto, a discapito, però, della popolazione in generale e di diverse necessità percepite dal resto della persone. Attualmente, invece, sta prendendo sempre più piede un approccio inclusivo nella progettazione urbanistica, che vuole apportare dei benefici a livello collettivo. 

2 elementi da tenere in considerazione a priori, perciò, sono: 

  • demografia mondiale
  • tecnologia, che può rivestire un ruolo di grande supporto a livello collettivo

DEMOGRAFIA MONDIALE: ALCUNI DATI

Secondo una stima dell’ONU di dicembre 2020

  • 1 miliardo di persone nel mondo vivono con qualche forma di disabilità. Rappresentano circa il 15% della popolazione mondiale.
  • Il 46% delle persone nel mondo di oltre 60 anni ha una qualche forma di disabilità. Si tratta spesso, infatti, un  fenomeno legato all’età. 

Per quanto riguarda la tendenza demografica, emerge che le popolazioni stanno invecchiano a un ritmo molto elevato:

  • nel 1960 il 5% della popolazione mondiale aveva un’età uguale o superiore a 65 anni.
  • nel 2020 il 9% della popolazione nel mondo era over 65.
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IL RUOLO DELLA TECNOLOGIA

La Global Initiative for Inclusive Information and Communication Technologies (G3ict) ha lanciato “Smart Cities for all”, in collaborazione con istituzioni e imprese multinazionali. L’obiettivo dell’iniziativa è stabilire e definire le priorità dell’inclusione digitale a livello globale.

Alcuni dati emersi:

  • Il 60% degli esperti a livello globale ritiene che le smart cities (città intelligenti) stiano “fallendo” in merito alla popolazione che presenta delle disabilità;
  • Negli Stati Uniti, il 23% delle persone con disabilità non utilizza mai internet.

Promuovere la crescita inclusiva dell’ICT (Information and Communications Technology) è perciò diventato essenziale.

Quali sono le tecnologie che possono rendere più fruibile alcuni luoghi specifici in base alle esigenze delle persone?

Di seguito alcuni esempi di tecnologie utili a persone con ridotte mobilità e per soggetti non vedenti:

  • Sviluppo di app che mirano a collegare le infrastrutture e la connettività per le persone in sedia a rotelle. Nello specifico, AXS Map o Wheelmap sono state create per la progettazione e identificazione dei punti che facilitano o meno l’accesso alla sedia a rotelle.
  • Tecnologie per i non vedenti, come, per esempio, Living Map. Utilizzata nel Regno Unito, ha lo scopo di digitalizzare il posizionamento, i percorsi e la geolocalizzazione.
  • Distribuzione di una rete di marcatori elettronici in città. Inviano segnali tramite smartphone o a dispositivi digitali, come gli assistenti vocali virtuali. Grazie a questo tipo di soluzioni, una persona ipovedente può ricevere informazioni acustiche personalizzate oppure, tramite una vibrazione, informazioni relative alle diverse manifestazioni presenti in una città. È utile anche per conoscere la presenza o meno di un autobus nelle vicinanze delle fermate.
  • App che sincronizza i dati aperti della città con gli assistenti virtuali come Siri di Google e Alexa di Amazon. Sono dedicate alla mobilità.
  • Eatability: app incentrata su un sistema di valutazione dei ristoranti considerando i servizi di inclusione fisica, sensoriale e cognitiva offerti.

Fonte: Sweetwater Spectrum – Google Places

Autismo: come può la tecnologia al giorno d’oggi rendere più facile la vita delle persone affette da autismo?

Il modello SweetWater Spectrum in California è un esempio universale di adattamento architettonico e urbanistico. Si tratta, infatti, di un quartiere progettato e modellato tenendo in considerazione le esigenze fisiche e intellettuali dei suoi residenti. Le persone che soffrono di autismo sono circondate da un ambiente in cui ogni spazio favorisce un senso di calma e tranquillità.  

Strutture come queste non possono essere un’eccezione. Sono esempi che mettono in luce il complesso intreccio tra temi quali: sostenibilità, l’inclusione sociale e implementazione urbana della tecnologia. Questa inclusione richiede una visione più ampia del concetto di barriera sia fisica che digitale

Anche nella pianificazione urbana, ora più che mai, è necessaria una prospettiva più inclusiva.

fonte “HOW CAN CITIES IMPROVE THE QUALITY OF LIFE OF DISABLED PEOPLE?” di https://tomorrow.city